Atleta o allenatore? Arriva il momento in cui un imprenditore deve fare una scelta forzata per il proseguimento del suo business.

 

La saga di Rocky è un esempio su tutti. Dal 1979 al 2006 ha vestito i panni del pugile, dell’atleta in cerca di riscatto, gloria e riconoscimenti. Nel 2015, compreso che non poteva più continuare a combattere visto il cambiamento dovuto all’età, ha fatto la scelta di diventare allenatore.

Lasciando da parte il lungo tempo cinematografico, da cui poi è scaturito questo cambio di vita, il comportamento adottato dal personaggio apre la porta verso l’atteggiamento che l’imprenditore deve avere in un momento ben preciso della sua carriera lavorativa.
Quando le cose in azienda continuano a non migliorare, o peggio a regredire.

 

La prima differenza fondamentale che separa un atleta dall’allenatore risiede nel fatto che entrambi hanno ben chiaro il ruolo che ricoprono.
Il primo ha la motivazione al miglioramento, al sacrificio, allo sforzo, all’ascolto e all’adattamento al nuovo. È pronto ad impegnarsi, a dare tutto se stesso perchè si è prefisso l’obiettivo di raggiungere la medaglia ed è disposto a cambiare le regole e lo stile di vita, perchè l’unica cosa importante è dare il meglio di sè e vincere.
Il secondo, consiglia ed impone tutti gli stili e cambiamenti che l’atleta dovrà seguire.
Ha esperienza, ma non per vincere una sua medaglia, quindi si affida ad un’altra persona che possa vincere anche per lui.

 

Nel business è identico.
Davanti ad insuccessi aziendali, lasciando stare gli alibi e lo scarica barile per le cattive performance, l’imprenditore deve capire se è arrivato il momento di continuare a fare l’atleta, modificando tassativamente comportamenti e procedure, distaccandosi dalle regole vecchie che lo han portato fino a quel punto e sfidandosi ad inserirne di nuove. Questo sia che lo faccia da solo o con il supporto di un “allenatore” che abbia le competenze per farlo.

Oppure deve capire, come Rocky, che i troppi pugni in faccia sono il sinonimo di un cambiamento, che deve volgere a breve.
Smettere di essere il protagonista come atleta e dedicarsi ad allenare.
Ovvero, capire quando è il momento di uscire dal business e dedicarsi a tutt’altro ruolo, come consulente o dipendente, per una competenza che ha acquisito nel suo percorso lavorativo ed è oggettivamente indiscutibile.

Questo atteggiamento maturo è alla base del proseguimento della propria carriera nel mondo degli affari.
La figura professionale non va cambiata, ma adeguata alle caratteristiche mutevoli che il mercato impone.

 

Con Affetto,

Il Tuo business Coach
Roberto

 

Articolo nato dal confronto con Stefano (Vanzago)