L’errore più grave che molti imprenditori italiani di piccole e medie imprese fanno.

Se dovessero chiedermi qual’è l’errore più grave che molti imprenditori italiani di piccole e medie imprese fanno normalmente, nel momento in cui gestiscono la propria azienda, è quello di pensare alla loro impresa come una estensione del proprio corpo e della propria mente.
Se ne convincono così tanto che, oltre a definirla “mia”, rimarcando il potere totalitario ed indissolubile che li lega ad essa, la gestiscono influenzati da umori e sensazioni personali nate al di fuori dell’ambito lavorativo.
Cercano di raggiungere gli obiettivi pianificati proponendo scelte o prendendo decisioni influenzate più dalla personalità e problemi del momento, che dalle capacità imprenditoriali.
La verità è che quando si parla di “mia” nell’impresa, si intende di “mia responsabilità”, “mia come gestione e rischi”, “mia da proteggere”, “mia da sviluppare” e non mia come “in mio potere”.

Per molti risulta difficile staccare la propria persona fisica rispetto alla persona giuridica ed evitare così l’errore di gestione. Tuttavia, è un errore comprensibile.
A molti non è stato nemmeno parlato dell’esistenza di queste due figure e della loro diversità, infatti nel momento di prendere decisioni strategiche per l’azienda, ragionando come persona fisica o giuridica potrebbe portare a fare scelte addirittura opposte, mettendo in difficoltà il raggiungimento degli obiettivi.

Due esempi su tutti:

  1. simpatia vs competenza: pensate. Quale scelta si farebbe normalmente se ci si trovasse di fronte un dipendente antipatico al titolare ma preparato per il suo business? Quale scelta pensate farà l’imprenditore? Da quale figura si farà suggerire?
  2. Mattinata problematica in famiglia: se dovesse avere un umore negativo perché ha litigato a casa, con quale delle due figure entrerà in azienda? Con quali modi si relazionerà in ufficio?

Abituarsi a distinguere il doppio ruolo che si ha, aiuta a gestire meglio la propria impresa staccandola da interferenze poco salutari alla gestione della stessa. Tienilo presente da questo momento, ti accorgerai che forse, in passato, certi processi aziendali errati o insuccessi sono nati solo dalla commistione e confusione di queste due figure.

Lascia vivere l’imprenditore che c’è il te in azienda e lascia che la tua persona fisica si goda la vita privata che le appartiene.

 

Con Affetto,

Il Tuo Life Coach
Roberto

 

“argomento nato dal dialogo con Giulia (Milano) “