Trovare un lavoro richiede pazienza e strategia, più una notevole aggiunta di fortuna. Ma già ti dico, che quest’ultima, è meno importante di quanto pensi. Incominciare il percorso con il piede giusto da notevoli vantaggi al raggiungimento di quanto cercato.
Infatti, è tutta questione di porsi le giuste domande.

Prima di iniziare la ricerca, poniti queste 3 domande:

  1. Che tipo di lavoro MERITO?
    Attenzione: “merito” e non “ho bisogno”.
    La parola “bisogno” ha anche una accezione negativa, infatti a volte può dare un senso di disperazione, di occorrenza, di mancanza. Non a caso è un termine che si usa per persone indigenti, “i bisognosi”, i mendicanti, persone in grave difficoltà.
    Se inizi un percorso di ricerca condizionandoti negativamente rischi di non mettere in luce tutte le qualità e caratteristiche positive che hai.Una persona, nel momento del bisogno, accetterebbe tutto. Questo, per un datore di lavoro, non è sempre un bene, si chiederà se sta per fare un buon acquisto oppure no. Normalmente cerca persone competenti, determinate e di buon valore sul mercato.

    Pensare invece al lavoro che meriti significa comprendere fino in fondo che è quello che ti senti più tuo, quello in cui sai di dare il meglio di te, quello che assomiglia di più al mezzo per raggiungere la tua indipendenza economica e per il ruolo che ti spetta in questa società. Il lavoro che meriti è quello per cui, solo a sentirne il nome, ti si accende immediatamente il fuoco della motivazione “al fare” e della determinazione “a raggiungere”, dove lottare per emergere assomiglia più ad una sfida, già immaginata e si è desiderosi di iniziare, piuttosto che alla paura incondizionata del nuovo.

    Il lavoro che ti meriti è quello che senti come parte di te, è quello per cui sei arrivato in questo mondo.

     

  2. Le mie caratteristiche personali si addicono a questo ruolo?
    Dopo aver risposto alla prima domanda, per esser certo che è quello che realmente vuoi, hai bisogno di comprendere se le tue caratteristiche personali ti aiutano o ti penalizzano. Questo non nel raggiungere il ruolo, ma nel mantenerlo nel tempo.La personalità e le caratteristiche del ruolo sono molto più unite di quanto si pensa. Un ruolo commerciale, dato ad una persona con umore altalenante, durerà molto poco poiché metterà in crisi le relazioni sociali tra azienda-cliente o tra i colleghi della stessa.

    Comprendere non solo il ruolo come appartenete ad un organigramma, ma come doppia entità personale e professionale, evita di fare scelte perdenti nel lungo periodo.

  3. È quello che voglio per il prossimo mio futuro?
    Pur meritando il lavoro e pur avendo le caratteristiche che si rispecchiano nel ruolo, potresti, a distanza di tempo, scoprire che hai fatto un scelta sbagliata. Questo perché non hai considerato in anticipo gli effetti che genereranno l’incontro tra i valori personali e le caratteristiche del lavoro. Se non sono in sintonia, prima o poi ti sentirai a disagio nel nuovo ruolo.Ad esempio, se uno dei valori personali è la “felicità in famiglia” o “vivere la famiglia”, trovare un lavoro che ti terrà lontano da essa non farà altro che appesantirti e debilitarti psicologicamente. Riporre in equilibrio anche questo ultimo punto ti darà la certezza che l’armonia che si genera ti darà l’energia sufficiente per vivere il tuo business nei migliore dei modi e per molto tempo.

 

Il consiglio che posso darti è che più avrai la possibilità di rispondere alle 3 domande più vivrai sereno il tuo lavoro e la tua vita privata.

Nel caso tu sia in procinto di incominciare un lavoro e ti accorgi che non è in linea con quanto ti risponderai, vai avanti. Nel momento che ti sarai insediato nel nuovo ruolo, avrai tutto il tempo per cercarne un altro, uno che ti meriti di più.

 

Con Affetto,

Il Tuo Business Coach
Roberto

 

Dialogo nato con Caterina (San Giuliano milanese)