Passati i 40 si è convinti che tutto diventi più difficile in ambito lavorativo.

Questa sensazione negativa viene alimentata dalla concorrenza sempre più competitiva con il mondo dei giovani laureati e da una selezione sempre più ferrea delle aziende.
In realtà, la competizione più grossa l’abbiamo con noi stessi.

 

Volgendo costantemente lo sguardo al passato nel momento in cui ricerchiamo un nuovo posto di lavoro, non facciamo altro che rimanere intrappolati nella sensazione negativa precedente. Pensiamo e ripensiamo inutilmente al passato, tipo in quale azienda siamo stati fino a poco tempo fa, con quale ruolo, con che competenze, a vantaggi e svantaggi lasciati in quel luogo, alla perdita economica che abbiamo subito con il licenziamento o ai dubbi su come riconquistare uno stipendio.

Ci domandiamo se siamo fuori mercato per ciò che sappiamo, se siamo ancora interessanti dopo tutti questi anni o quante probabilità ci saranno di rientrare nel mondo del lavoro e, in questo modo, non facciamo altro che immobilizzarci ancora di più.

È necessario invece volgere lo sguardo al futuro, lasciando alle spalle per ora il passato, trasformando in vantaggio il ritrovarsi senza lavoro dopo i 40 anni.

 

Sorretti dalla forte maturità acquisita in tanti anni, sia in ambito professionale che personale, è arrivato un secondo momento nella vita per pensare a chi vorremmo essere nei i prossimo 20 anni.
A differenza dei nostri competitor più giovani, avendo noi vissuto le più variegate esperienze, siamo pronti a porci quella serie di domande che ci avvicineranno alla nostra più immaginata realizzazione. Domande più profonde e strutturate riguardanti gli obiettivi professionali che abbiamo capito di desiderare. Questo è un momento storico per coloro che lo vivono, nel quale, rispondendo con sincerità ai quesiti, si avvicineranno ad un lungo periodo di serenità.

Quali sono allora queste domande che dovremmo farci nel momento in cui vorremmo ricercare un nuovo lavoro?
Sono le domande che guardano al futuro e che ci daranno più sicurezza durante il prossimo colloquio, poiché ci forniranno risposte su chi veramente siamo e su ciò che realmente vogliamo.

Per esempio:

  1. In che tipo di azienda vorremmo lavorare? Una Start up, in cui è più facile far carriera oppure in una grande azienda, dove tutto è certo e prevedibile?
  2. Vogliamo un lavoro vicino casa o lontano da casa? Preferiamo viaggiare o avere una sede stabile?
  3. In quale settore ci farebbe più piacere lavorare o quale preferiremmo evitare? (per esempio qualcuno potrebbe scartare quello militare o dei tabacchi).
  4. Meglio un’azienda italiana o internazionale?
  5. Preferiamo un lavoro che contempli la gestione di risorse oppure no?
  6. Preferiamo un lavoro con un orario fisso, in cui ad esempio alle 18 termina la giornata lavorativa in modo da sapere che poi si va a casa, o uno con un orario flessibile?
  7. Preferiamo un lavoro a contatto con le persone o uno meno dinamico davanti ad un computer o al telefono?
  8. Vogliamo fare carriera? Di che tipo? In soldi, in responsabilità, in acquisizione competenze o risorse? Oppure cerchi un ruolo più tranquillo e stabile?

 

Porsi queste ed altre domande ci fa comprendere più nel dettaglio che scelta siamo disposti a fare nel nostro futuro, senza dimenticarci che tutto deve essere in equilibrio con gli affetti e la famiglia poichè, senza di loro, anche il miglior lavoro si trasformerebbe alla lunga in una grande sconfitta nella vita.

 

Con Affetto,

Il Tuo Business Coach
Roberto

 

“Articolo nato dal confronto con Michele (Milano)”