La fila: potremmo definirla “l’arena degli esseri umani”.
Pochi luoghi come una fila saltata generano tanto fastidio nelle persone, perciò comprenderne le motivazioni di chi lo fa può aiutare a sopportare maggiormente quel momento. O meglio, a restituire il disturbo a chi lo sta creando.

Ma allora, dato che genera tanta rabbia o isteria, come mai si continua a saltare la fila?
Il motivo è che chi salta una fila percepisce un grande vantaggio nel farlo, più del rischio del forte rimprovero che può ricevere se viene scoperto.
L’unica differenza è che il vantaggio è legato alla personalità della persona durante il salto.

 

Si possono riconoscere 4 esperti del superamento file, ciascuno con un proprio motivo.

La prima è la persona creativa. Salta la fila con scuse e motivi fini, ricercati e indiscutibili, come lasciar correre avanti un bimbo lungo la fila per poi raggiungerlo chiedendo di poter prendere “ormai” il biglietto, solo poter gestire meglio la vivacità del figlio.
Il saltare la coda per la persona creativa è semplicemente mettere in risalto, a se stessa o ai più intimi, le proprie capacità di modificare l’ambiente a proprio piacimento. Un modo per sottolineare la sua fervida fantasia, quasi unica. La sua più grossa vittoria è arrivare all’obiettivo senza creare malumori e fastidio negli altri, ma molte volte capita proprio il contrario.

La seconda è la persona ingorda. Salta la fila con gesti di poco stile, ad esempio fingendo di parlare con l’accompagnatore o approfittando di uno spazio aperto tra due persone avanti a sé. Saltare la coda serve a poter accaparrarsi l’oggetto del desiderio prima degli altri, nulla di più. Come una persona avida, priva di cuore e rispetto verso gli altri, è attenta al momento di disattenzione di chi la precede, ed è pronta a sferrare il suo salto in qualunque momento, disinteressandosi degli altri.

La terza è la persona ansiosa. Salta la fila con gesti nervosi, improvvisi e palesi. Il suo desiderio non è quello di essere irrispettosa verso gli altri, ma di ridurre la propria ansia. L’incapacità di gestire il tempo dovuto ad un ritardo, oppure la mancata previsione di un imprevisto assembramento di persone, crea in questa tipologia di persone un aumento d’ansia per la possibile perdita del bene/servizio, per cui si affida all’istinto per raggiungere il proprio scopo. Per questo motivo la persona ansiosa spesso risulta scontrosa anche nei rapporti con gli altri.

Il quarto ed ultimo “esperto” nel salto della fila è quella del diritto acquisito. Capita di incontrarlo fuori dai club, circoli o locali. È il possessore di un privilegio acquisito in anticipo, come un’iscrizione, una tessera o un biglietto. Nella sua mente questi strumenti vengono visti come un Telepass, come se le garantissero una corsia preferenziale per evitare file ed ingorghi umani.
Sventolando il proprio lasciapassare come stendardo o avvisando le persone che le stanno di fronte del suo beneficio acquisito in anticipo, forte della sua convinzione, pretende di superare tutti gli altri velocemente. Il limite di questa persona è la conoscenza, cioè di non essere informata che, se non specificato, un biglietto acquistato in anticipo non dà diritto di evitare le code. A volte ricordarglielo educatamente la riporta nella sana realtà.

A questo punto non mi resta che augurati buona fila, magari giocando la prossima volta al “Riconosci il Saltatore”.

Con Affetto,

Il Tuo Life Coach
Roberto

Articolo nato dal confronto con Roberto (Malpensa)